Con il prestito delega, o finanziamento del doppio quinto, il richiedente può ottenere una cifra anche cospicua da banche e finanziarie. Il denaro ricevuto non è vincolato, e il beneficiario potrà spenderlo come meglio crede. Siccome il piano di ammortamento prevede delle rate abbastanza alte (pari a un massimo del 40 % dello stipendio del dipendente al netto) anche il valore del prestito può diventare considerevole. Tutte queste dinamiche, e molte altre, sono dettagliatamente descritte sul sito https://iprestiticondelega.it.

Anche se inizialmente abbiamo richiesto una cifra non proprio esorbitante, in un secondo momento possiamo decidere di rifinanziare il doppio quinto per avere un ulteriore introito di liquidità. Di solito si ricorre a questo espediente prima che siano trascorsi 60 mesi dal pagamento della prima rata. Ciò significa che è molto semplice rinnovare il prestito delega, se ne facciamo richiesta entro i primi 5 anni previsti nel piano di rimborso.

Scaduto tale limite temporale però potremo comunque accedere al rinnovo, ma le modalità saranno leggermente diverse. Prima di tutto è bene dire, per essere chiari e precisi nei confronti del lettore, che questa formula prevede più possibili intoppi di quella per così dire “convenzionale”. L’intero meccanismo in questa circostanza si fa più intricato perché solitamente si può rifinanziare il doppio quinto non appena abbiamo restituito alla banca buona parte dei soldi presi – entro ovviamente il 40 % del tempo previsto, ovvero nei primi 5 anni di finanziamento.

Ottenere del denaro quindi in questi casi non è impossibile, ma certamente difficile. In entrambi i casi – sia che decidiamo di rifinanziare entro i 60 mesi, che invece optiamo per farlo subito dopo – la banca non approverà la domanda se risultano delle anomalie nel nostro piano di rimborso. Ciò significa che fino al momento del rinnovo dobbiamo risultare regolari nei pagamenti delle rate mensili, e – sembra quasi inutile dirlo – è obbligatorio aver provveduto a pagare ogni singola rata mensile. In caso contrario la banca non solo può respingere la richiesta di rinnovo del prestito delega, ma può decidere di prendere seri provvedimenti a danno del suo cliente. Primo tra tutti può segnalare il suo nominativo al registro Crif.