In questo articolo spiegheremo cos’é il protesto, cosa implica e quando è possibile parlare di protesto illegittimo.

– Che cos’è il protesto?
Il protesto consiste in un atto pubblico, ovvero una dichiarazione formale ad opera di un pubblico ufficiale autorizzato, che attesta il mancato pagamento di un titolo di credito o la mancata accettazione di questo. I pubblici ufficiali autorizzati a redigere il protesto sono i cosiddetti ufficiali levatori, quali l’ufficiale giudiziario, il notaio ed il segretario comunale.
Le cause del protesto possono essere ricondotte a irregolarità nei titoli di credito -assegni, cambiali e vagli -e a ritardi o pagamenti mancanti di rate di mutui, prestiti o finanziamenti.
Con il protesto si avvia una particolare procedura in cui verrà data al debitore la possibilità di onorare i pagamenti mancanti o non accettati entro un determinato termine, pena l’iscrizione al Registro dei Protesti.

– Le conseguenze del protesto
Se l’inadempienza da parte del debitore si protrae per tutta la durata della procedura, questo verrà iscritto presso il Registro dei Protesti, ovvero un registro pubblico, aggiornato ogni mese dalla Camera di Commercio. Una volta inseriti nella lista, i dati del protestato saranno a disposizione del pubblico per 5 anni.
Inoltre, nel caso di assegni protestati, i soggetti inadempienti potranno essere iscritti presso la Centrale di Allarme Interbancaria (CAI). L’iscrizione a tali liste pubbliche ha l’obiettivo di tutelare chiunque abbia rapporti di natura economica con il soggetto iscritto e a qualificare quest’ultimo come “cattivo pagatore”, rendendo difficile l’ottenimento di ulteriori finanziamenti. Infine, il protesto permette al creditore di procedere nei confronti del debitore e, nel caso di assegni protestati, verrà applicata una sanzione amministrativa a suo carico.

– Il protesto illegittimo
Nel caso un soggetto venga inserito nel Registro dei Protesti per errore o senza valido motivo, siamo di fronte ad un caso di protesto illegittimo.
In questo caso, il soggetto ingiustamente iscritto potrà presentare alla Camera di Commercio la richiesta di cancellazione, specificando i motivi di illegittimità e fornendo una documentazione probatoria, in particolare il titolo oggetto del protesto e le prove dell’avvenuto pagamento entro la scadenza concordata.

– Il danno da protesto illegittimo
Considerato il danno economico e d’immagine provocato dall’iscrizione al Registro dei Protesti, a seguito di comprovata e riconosciuta illegittimità del protesto, è possibile richiedere un risarcimento, patrimoniale e non, nei confronti del soggetto che ha levato il protesto.
Tuttavia, è importante sottolineare che il danneggiato dovrà dimostrare e provare la lesione commerciale e d’immagine subita e la sua gravità, poiché la sola illegittimità del protesto non è di per sé sufficiente.

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